הרקע היהודי הוא רק שהמייסד היה יהודי מפורטוגל. בו התיישבו פליטים מסרביה, אשר הוחזרו למולדתם לאחר שסרבו להיות קתוליים. מהויקיפדיה האיטלקית

היה בבעלות מיכאל וודאז בשנים 1609- המקור1667

דובדבן מתורבת - גדל בכפר 900 מטר מהעיירה זו עוד פרטים צילם:Timido1983

Sammichele di Bari è un comune italiano di 6.658 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Situato a 27 chilometri a sud di Bari sulla direttrice per Taranto (strada statale n. 100), sorge sui primi gradini della Murgia a circa 280 m s.l.m. ed è noto per il suo piatto tipico, la zampina (נקניק מיוחד) una particolare specialità di salsiccia, e per il suo carnevale[4].


Sammichele di Bari venne fondata da un nobile ebreo portoghese: L'attuale abitato fu fondato nel Seicento dal feudatario ebreo di origine portoghese Michele Vaaz, che il 20 dicembre 1609 acquistò dal Fisco il feudo di Casamassima con l'annesso territorio che fu del Centurione. Nel 1615 egli fece costruire attorno al Castello Centurione 87 "vignali" (caratteristiche case monolocali in pietra con volta a botte, imbiancate a calce e ornate da una vite sull'uscio, con la funzione di offrire ombra nei giorni estivi), e li fece abitare da una comunità di Serbi, accompagnata dal sacerdote ortodosso Damiano De Damianis, fatta arrivare con la sua flotta di galeoni.

Il 6 luglio 1615 a Napoli presso il notaio Gian Vincenzo De Troianis fu stipulato il contratto di fondazione del nuovo paese, che prese il nome di Casa Vaaz. Nel 1617, però, i Serbi furono rimandati alla loro patria perché non rispettarono la clausola del contratto secondo la quale essi si dovevano impegnare a osservare i riti cattolici (i bambini, fatti battezzare a Casamassima col rito cattolico, venivano ribattezzati in casa col rito ortodosso).

Nel 1619 il paese fu ripopolato con famiglie di boscaioli e contadini provenienti dai paesi limitrofi, fu eletto sindaco Leonardo Netti e il 24 aprile 1619 fu stipulato un nuovo contratto di fondazione del paese, che fu chiamato Casale San Michele, tra Vaaz e la comunità, secondo il quale il Conte si impegnò a costruire altre 13 case, portandone il numero complessivo a 100, e chi avesse voluto edificarne altre avrebbe dovuto corrispondergli una cifra di 5 carlini l'anno per il costo del suolo, per sempre.

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