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Vagone per i deportati ebrei - Museo dello Sbarco e Salerno Capitale

Vagone per i deportati ebrei - Museo dello Sbarco e Salerno - Arriva la mattina del 18 gennaio 2013, al Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, un vagone con cui venivano deportati gli ebrei dall'Italia ad Auschwitz. Museo dello Sbarco e Salerno Capitale Sito Ufficiale: http://www.salerno1943-1944.com Facebook: https://www.facebook.com/losbarco.salernocapitale Youtube: http://www.youtube.com/museosbarcosalerno Riprese e montaggio video: http://www.rickreativo.it

Il Museo dello Sbarco e di Salerno Capitale ha sede nei locali dell'Istituto Gallotta in via Generale Clark a Salerno.[1]

Il museo[]

Il museo è stato inaugurato, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, nel settembre del 2012, in occasione del 69º anniversario dell'Operazione Avalanche, alla presenza del presidente della regione Campania Stefano Caldoro, del rettore dell'Università degli Studi di Salerno Raimondo Pasquino, del console degli Stati Uniti d'America Donald Moore presso la sede temporanea dell'Istituto Gallotta. La mostra permanente è stata realizzata dall'associazione "Parco della Memoria della Campania" guidata da Nicola Oddati, la quale si prefigge di mantenere vivo il ricordo degli eventi che dilaniarono la costa salernitana, quando il 9 settembre 1943 sbarcarono nel Golfo di Salerno circa 1000 navi con più di 200000 soldati i quali presero parte all'Operazione Avalanche la più imponente operazione anfibia della storia, seconda solo allo Sbarco in Normandia. Successivamente Salerno svolse il ruolo di Capitale dall'11 febbraio 1944 fino all'agosto del 1944 ed ospitò tre governi: Governo Badoglio I, il Governo Badoglio II il Governo Bonomi, primi governi di Unità Nazionale e anticipatori del referendum che avrebbe portato alla Nascita della Repubblica Italiana.

I reperti esposti, provenienti dalla collezione dell'associazione Parco della memoria della Campania, sono circa 200, tra video inediti dello sbarco, fotografie, medaglie, divise dell'esercito nazista ed americano, oggettistica, armi, un carro armato M4 Sherman, una Jeep willys ed un vagone ferroviario piombato, aggiunto all'esposizione in occasione della giornata della memoria il 27 gennaio 2013, utilizzato dai nazisti per deportare gli ebrei italiani nei campi di concentramento. Il vagone e l'M4 Sherman sono rare testimonianze della Seconda guerra mondiale in quanto, al mondo, ne sono rimasti solo pochi esemplari. Il vagone in esposizione, durante la guerra era diretto ad Auschwitz e, all'interno, venivano stipate diverse decine di deportati che, a causa delle pessime condizioni, spesso morivano durante il viaggio.[2]

L'11 febbraio 2013 ha visitato il Museo il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Mario Catania, il quale ha manifestato tutto il suo sostegno per l'iniziativa.[3]

Il 27 marzo 2013 i membri della band statunitense The Platters hanno visitato il Museo .[4]

Il 9 settembre 2013 si è celebrato il 70esimo anniversario dell'Operazione Avalanche presso il museo, alla presenza dei delegati dell'ambasciata americana, britannica e tedesca. [5]

La mostra Salerno e l'Operazione Avalanche[]

Già nell'aprile del 2012 un'altra associazione, Salerno 1943, aveva organizzato una mostra presso l'Archivio di Stato con l'esposizione di migliaia di oggetti provenienti da collezioni private o raccolti dalla stessa associazione nel corso degli anni e di diversi diari che rendono fedelmente la cronaca dei terribili giorni di bombardamento nel 1943.[6]

Lo Sherman DD[]

Nel 1991 nelle acque antistanti la città di Paestum, venne ritrovato da quattro sub uno Junkers Ju 88, velivolo tedesco forse abbattuto dagli americani durante lo sbarco, ed uno Sherman, carro armato da 40 tonnellate, forse caduto da una nave americana durante le fasi di sbarco.[7] Ben presto il golfo salernitano fu considerato un vero e proprio cimitero di cimeli bellici e nel 1998 gli stessi sub che scoprirono lo Sherman nel 1991, fecero una scoperta eccezionale: a circa 24 metri di profondità ritrovarono un raro esemplare di Sherman DD (carro anfibio), di cui furono prodotti solo un centinaio di esemplari, tutti scomparsi. Secondo i dirigenti del Patton Museum di Fort Knox quel carro armato non si sarebbe dovuto trovare lì, in quanto questa tipologia non aveva partecipato allo Sbarco di Salerno, ma si scoprì che in realtà questo faceva parte di una sperimentazione voluta da Dwight Eisenhower. Il carro armato rimase sul fondo del mare fino al 2002 quando, Mario de Pasquale, fondatore del più grande museo bellico d'Europa, la Piana delle Orme a Latina, lo recuperò dal mare e, dopo averlo restaurato, lo espose nel suo Museo. Nel 2012 però, l'Avvocatura di Stato intenta una causa civile a Piana delle Orme per la restituzione del carro armato, giudicando il parere della Soprintendenza del 2002, che permise il recupero del carro, inammissibile ed errato.[8]

Riconoscimenti[]

Il 30 novembre 2012 Il Museo dello Sbarco è stato insignito del premio Efesto, creato dall'associazione napoletana i Centenari allo scopo di mettere in evidenza le migliori esperienze campane in ambito produttivo, creativo e culturali.[9]

Curiosità[]

  • Una scritta «Out of bounds» (fuori dai limiti), utilizzata dalle truppe anglo-americane per segnalare zone interdette ai soldati, si trova nel centro storico di Salerno nei pressi di largo San Giovaniello. Una volta questo tipo di murales erano molti di più, però con il passare degli anni sono scomparsi a causa delle condizioni atmosferiche e di lavori di ristrutturazione non volti alla loro salvaguardia.

Note[]

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